Percorso di visita: primo piano
Sala 8: Artigianato
L'ampio salone al primo piano è interamente dedicato ai lavori artigianali, indispensabili sussidi non solo per il lavoro nei campi, ma in generale per la rusticità della vita quotidiana. Accanto ad una suggestiva ricostruzione della bottega del fabbro, a cui viene riservato un più ampio spazio, si possono osservare gli angoli dedicati allo stagnaio, al calzolaio, al casaro e al più caratteristico "acconciapiatti".
L'acconciapiattiEra l'artigiano che si occupava della riparazione del vasellame rotto, riassemblando i cocci dopo aver praticato, ove necessario, fori attraverso i quali faceva passare un filo sottile in metallo per tenere insieme i pezzi delle terraglie. Strumento tipico dell'acconciapiatti era un trapano artigianale, di semplice fattura, necessario a praticare i fori. Spesso l'acconciapiatti si muoveva da un paese all'altro ed effettuava "a domicilio" le riparazioni. Il fabbroMestiere tipico della civiltà contadina e "trasversale" perché legato alle diverse attività umane, sia che si tratti della fabbricazione degli strumenti necessari nel lavoro dei campi, sia della realizzazione di utensili per la casa, fino ad arrivare alla forgiatura di elementi edilizi. Negli anni l'attività del fabbro tende a specializzarsi e a seconda delle destinazioni d'uso dei manufatti ritroviamo maniscalchi, stagnai, peltrai. Quello del fabbro è un lavoro faticoso perchè svolto manualmente, senza l'ausilio di macchine. Azionare il potente mantice, battere il ferro rovente richiedeva forza fisica, pazienza e dedizione. Inoltre, il mestiere di precisione del fabbro necessitava di una bottega ben fornita di arnesi da lavoro. Lo stagnaioLo stagnaio era l'artigiano che produceva oggetti di latta o che effettuava le riparazioni sugli utensili in rame saldandoli, ove necessario, con lo stagno. Riuniva in sé diverse competenze: stagnino vero e proprio, lattoniere (colui che eseguiva i lavori in latta), calderaio o ramaio (colui che realizzava caldaie o altri recipienti in rame). Come il fabbro, anche lo stagnaio creava i più diversi oggetti destinati all'uso domestico, soprattutto quelli presenti negli ambienti della cucina. Per la campagna, invece, costruiva pompe irroratrici a mano e spargizolfo. Anche lo stagnaio, come l'acconciapiatti, spesso errava per i paesi ed effettuava le riparazioni in strada o nei cortili.
Il calzolaioPoco spaziosa, ma ben attrezzata era la bottega del calzolaio, quell'artigiano che nella civiltà contadina si occupava della realizzazione e della fabbricazione di un bene prezioso: le calzature. La confezione di un paio di scarpe richiedeva delle competenze specifiche ed un minimo di studio dell'anatomia del piede. Il casaroMestiere collegato più strettamente con la pastorizia, era il casaro che realizzava prodotti alimentari derivati dal latte. Dopo la mungitura, il latte veniva sottoposto a diversi processi di lavorazione fino ad ottenere i tipici formaggi che arricchivano la povera tavola delle famiglie contadine. Nell'angolo dedicato al casaro si possono osservare alcuni campanacci per le mucche e per le pecore, i bastoni da pastore, i caratteristici sgabelli per la mungitura, una scrematrice, le antiche fiscelle per la ricotta, il singolare bastone in legno per la rottura della cagliata e quanto utile alla produzione del formaggio. |