Il Museo
Il museo della civiltą contadina nasce nel 1968 per volontą e impulso ideale del professor Vito Donato Bianco e viene a lui intitolato dopo la prematura scomparsa nel 1990. Il museo č ospitato nel Castello Caracciolo sin dai suoi esordi. Tuttavia, durante il lungo lavoro di restauro subito da questa storica struttura negli anni novanta, trova una sede provvisoria in Palazzo Pinto. Dal 22 maggio 2004, ritornato nella sua sede deputata, si offre alla fruizione del pubblico riallestito e con gli oggetti opportunamente restaurati.
Lungo i quattro livelli dell'esposizione, gli oggetti propongono e rievocano i valori e il fascino del mondo contadino, fondamento della nostra cultura e del nostro progresso. Sala per sala il visitatore compie un viaggio nel tempo alla ricerca delle comuni radici, quelle legate alla cultura della civiltą contadina, rivivendo i vari momenti della vita di uomini che ponevano il loro ingegno nell'affrontare le difficoltą di ogni giorno. Divenivano di volta in volta agricoltori, come testimoniato attraverso i cicli produttivi del grano, dell'olio e del vino, o artigiani, come rappresentato dalle botteghe del fabbro, dello scalpellino, d'u mčste traģne, u uarnementare e di molti altri antichi mestieri. A scandire la vita di questi uomini era un forte sentimento religioso ben illustrato nella sala dedicata alla religiositą popolare.
Il museo mantiene il legame con il suo territorio attraverso i reperti che ne testimoniano l'evoluzione storica e realizza, in attivitą di laboratorio, la vocazione didattica che lo caratterizza sin dalla fondazione. |